Emilio Notte, Bambina che legge, 1930
Emilio Notte
(Ceglie Messapica, 1891 – Napoli, 1982)
Bambina che legge, 1930
olio su tela, 81,4 x 57,4 cm
inventario AM 837

Il dipinto Bambina che legge di Emilio Notte, realizzato intorno al 1930, ritrae una figura infantile raccolta nella lettura in un interno silenzioso, illuminato dalla luce che entra da una finestra. La bambina - Adriana, figlia dell’artista e futura pittrice, siede di tre quarti su una sedia, con il volto chinato sul libro appoggiato alle ginocchia, la gamba sinistra piegata sul piolo e la destra appena sfiorante il pavimento a mattonelle esagonali. Il vestito leggero, i capelli scuri che incorniciano il viso e la postura naturale restituiscono un momento di concentrazione intima e sospesa.
Il soggetto, ricorrente nella produzione di Notte degli anni Trenta, riflette il valore che l’artista attribuiva all’istruzione e alla trasmissione del sapere, temi legati anche alla sua esperienza di insegnante. In opere come Bambina che scrive o Adriana mentre disegna, lo stesso modello familiare diventa occasione per indagare il rapporto tra infanzia, apprendimento e pratica artistica.
In questi anni Notte, ormai distante dalla stagione futurista, aderisce a un personale “ritorno all’ordine”, filtrando suggestioni di Cézanne, Renoir e primi echi picassiani in una pittura dalle forme essenziali e dai toni sobri. Il fascino dell’Impressionismo francese, pur reinterpretato con un registro cromatico più severo, affiora nella delicatezza della luce e nella naturalezza del gesto quotidiano, conferendo alla scena una dimensione intima e meditativa. Bambina che legge, esposta alla I Quadriennale d’Arte Nazionale del 1931 e acquistata in quell’occasione dal Governatorato, rientra nella produzione degli anni Trenta, una fase in cui Notte sviluppa un linguaggio più essenziale e riflessivo, accolto con riserve dalla critica locale ma oggi riconosciuto come parte integrante della sua ricerca.
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