Palestra, Fausto Pirandello, 1934-1935

Palestra, Fausto Pirandello, 1934-1935

Fausto Pirandello
(Roma, 1899-1975)

Palestra, 1934-35
olio su compensato, 59,5 x 55,5 cm
inventario AM 1064

Tre uomini in una stanza. La figura di spalle, seduta, è affiancata da un uomo che salta la corda a sinistra e da uno che si allena con il punching ball a destra. Sono questi i pochi dettagli che ci aiutano a decifrare la scena descritta in questo dipinto e a capire che siamo in una palestra. Fausto Pirandello sceglie infatti uno sguardo molto ravvicinato: i suoi personaggi sfiorano il bordo del dipinto e, come in molte sue opere, la composizione è molto stretta, come se non ci fosse aria.

L’opera è stata presentata per la prima volta in occasione della II Quadriennale del 1935, dove viene acquistata dal Governatorato, entrando così nelle collezioni capitoline. È un momento molto significativo per Pirandello che è presente sulla scena artistica da circa un decennio e che, rientrato in Italia dopo gli anni parigini, proprio negli anni Trenta ha un buon riscontro critico. In occasione della Quadriennale del 1935 riceverà anche il premio per un’altra opera, Il bagno, che presenta molte affinità con Palestra, a partire da una composizione limitata a tre figure inserite in uno spazio piuttosto angusto. Un'altra caratteristica di entrambi i dipinti è il ricorso a tonalità neutre. In Palestra, sembra che l’artista abbia usato prevalentemente grigi e beige, modulandoli sapientemente e inserendo delle note di bianco che rischiarano la superficie pittorica in alcuni punti.

Un’altra caratteristica di questo dipinto non può essere tralasciata: i personaggi sono intenti in un dialogo interno e la figura di spalle sembra voler ribadire che non c’è punto di contatto con lo spettatore. È evidentemente uno spazio privato quello in cui Pirandello ci introduce, come se stessimo spiando questa scena dal buco di una serratura.

Masterpieces of the hall

The hall

The other halls