Pompeo Fabri, Mandorli, 1915

Pompeo Fabri
(Roma, 1874 - 1959)
Mandorli, 1915
acquerello su carta, 350 × 540 mm
inventario AM 199

Mandorli di Pompeo Fabri, 1915, acquerello su carta, 350x540mm, AM 199

Pompeo Fabri raffigura una distesa collinare ricoperta di mandorli in fiore, dominata da una casa di campagna immersa in una luce rarefatta e poetica. L’acquerello, giocato su una gamma di verdi, azzurri e rosa pallidi, restituisce la freschezza luminosa di una scena primaverile, in cui le ombre allungate si proiettano sul pendio, accentuando i contrasti tra luce e vegetazione.

L’opera riflette l’interesse dell’artista per lo studio della luce e dell’atmosfera, unito a una semplificazione formale che non rinuncia alla solidità della composizione. La pennellata fluida e la resa sintetica delle masse vegetali esprimono una libertà interpretativa che guarda agli effetti percettivi, senza abbandonare il controllo del disegno.

A questa data, Fabri ha già raggiunto una piena autonomia stilistica, dopo la formazione presso Giacomo Maes e l’influenza dello zio Onorato Carlandi, da cui eredita la passione per il paesaggio e la tecnica dell’acquerello. È in questi anni che si avvicina al gruppo dei “XXV della Campagna Romana”, condividendone l’attenzione per il paesaggio laziale e per le variazioni luministiche legate alle stagioni.

Mandorli fu esposta alla mostra della Società Amatori e Cultori delle Belle Arti di Roma nel 1918 e acquistata in quell’occasione. L’opera è rappresentativa della sua produzione paesaggistica, fatta di scorci intimi, modulati da un lirismo pacato e silenzioso.

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