Sala della Grafica

L’immagine di Roma moderna, tra realtà e visione, prende vita nell’opera di artisti che attraverso il Novecento ne hanno raccontato gli aspetti più diversi, da quelli più magniloquenti a quelli più marginali, ma sempre con riferimenti diretti alla contemporaneità.

Il sole di Roma

La Roma di Carlo Alberto Petrucci (Roma 1881 – 1963) che esordisce nel 1907 come pittore per poi affermarsi nell’arte dell’incisione, è un campo aperto all’esplorazione. Panorami e monumenti della città sono temi che l’artista tratta con sensibile perizia in cui è la tecnica con le sue specifiche qualità espressive a elevare l’opera “al paro di qualsiasi più appariscente e anche monumentale forma d’arte”. Il sole di Roma e Porta San Giovanni sono tra i soggetti più amati da Petrucci che, nel 1933, sarà chiamato a dirigere la Regia Calcografia dove svolgerà un’incessante opera di promozione della cultura del “bianco e nero”.
Maestro dell’ “acquaforte di creazione”, Antonio Carbonati (Mantova 1893 – Roma 1956) nei primi anni Dieci del Novecento, all’inizio dell’attività di acquafortista lavora en plein air, incidendo i suoi rami nelle strade e nelle piazze. La Roma che lo attrae non è quella monumentale, i suoi soggetti sono strade, piazze e palazzi della città storica e dei nuovi quartieri, animati da persone, animali, tram e carrozze, colti con segno rapido e veloce, nel dinamismo della quotidianità.
Le testimonianze dell’antica Roma sacrificate alla città moderna sono illustrate da Settimio Bocconi (Lodi 1875 – Roma 1959). Nelle sue acqueforti fissa episodi delle grandiose imprese urbanistiche attuate dal regime per rinnovare il volto della città: la demolizione di Villa Mills sul Palatino, per riportare alla luce la cosiddetta Domus Augustana (1922 – 1928), la distruzione della via Marmorelle, già via del Ghettarello (1924 – 1932) per lo scavo del Foro di Cesare e la realizzazione di via dell’Impero. Di questo soggetto, ci offre una suggestiva visione a volo d’uccello un’acquaforte di Lino Lipinsky de Orlov (Roma 1908 – Katonah N.Y. 1988), che con un efficace taglio verticale dell’inquadratura enfatizza la monumentalità scenografica della nuova strada, inaugurata nel 1938. Anche l’architetto Guido Caraffa, si dedica alle trasformazioni urbane: Ponte Littorio (oggi Matteotti) con gli imponenti ponteggi delle arcate, che sarà inaugurato nel 1929, i lavori di isolamento e restauro del Teatro di Marcello (1926 – 1932), lo scomparso Vicolo del Ricovero al Ghetto, dov’erano l’Ospizio e la chiesa di Santa Galla, demoliti nel 1935.
Nell’aria rarefatta e vibrante degli inchiostri acquerellati di Scipione (Gino Bonichi) (Macerata 1904 – Arco 1933), l’idea di Roma perde ogni connotazione spazio temporale, la città reale si trasforma in città immaginifica priva di qualsiasi riferimento descrittivo e si frammenta in segni inquieti ed evocativi. Quasi come una premonizione La via che porta a San Pietro prefigura, nella sua instabile visione, il sacrificio della storia e della memoria dell’antico con la demolizione della Spina di Borgo per realizzare via della Conciliazione. É a questa nuova strada che Mimì (Emma) Buzzacchi (Medole MN 1903 – Roma 1990) dedica Gli Obelischi una xilografia dal segno intenso e nervoso in cui l’immagine di San Pietro chiude la quinta prospettica della via, inaugurata nel 1950, scandita ritmicamente dagli obelischi ancora in costruzione.

Mimì Quilici Buzzacchi, Struttura, 1957, litografia
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Mimì Quilici Buzzacchi

1957
Mimì Quilici Buzzacchi, Obelischi, 1950, xilografia
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Mimì Quilici Buzzacchi

1950
Carlo Alberto Petrucci, Porta San Giovanni, 1910-1915, acquaforte e acquatinta
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Carlo Alberto Petrucci

1910-1915
Carlo Alberto Petrucci, Il sole di Roma, 1919-1920, acquaforte
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Carlo Alberto Petrucci

1919-1920
Scipione (Gino Bonichi), Colosseo, 1929-1931, inchiostro acquerellato su carta

Scipione (Gino Bonichi)

1929-1931
Scipione (Gino Bonichi), San Giovanni in Laterano, 1929-1931, inchiostro acquerellato su carta

Scipione (Gino Bonichi)

1929-1931
Scipione (Gino Bonichi), Ponte San Angelo, 1930, inchiostro acquerellato su carta

Scipione (Gino Bonichi)

1930
Scipione (Gino Bonichi), Il Foro di Traiano, 1930, inchiostro acquerellato su carta

Scipione (Gino Bonichi)

1930
Scipione (Gino Bonichi), La via che porta a San Pietro, 1930, inchiostro acquerellato su carta

Scipione (Gino Bonichi)

1930
Guido Caraffa,	Il Teatro Marcello durante i restauri, 1926-1930, acquaforte
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Guido Caraffa

1926-1930