Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

Immagine: 
Giacomo Balla, Il dubbio-particolare
24/01 - 10/11/2019
Galleria d'Arte Moderna

Una riflessione sulla figura femminile attraverso artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento e fino ai giorni nostri.

Circa 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline - Galleria d’Arte Moderna e MACRO - a documentazione di come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica, da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni sessanta.

Il percorso espositivo è accompagnato da materiale documentario, videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici, provenienti dalla Cineteca di Bologna e dall’Archivio dell’Istituto Luce-Cinecittà che ne hanno curato la realizzazione, tratti da opere cinematografiche e cinegiornali, oltre che da video di performance e film d’artista.

Nella serie dei ritratti esposti al secondo piano della mostra spicca, tra gli altri, il volto di Elisa, la moglie di Giacomo Balla, ritratta mentre si volta per guardare qualcosa o qualcuno dietro di sé. Il valore iconico dell’immagine è racchiuso nello sguardo che muta lo stupore in seduzione e curiosità trasformando il ritratto della giovane donna da oggetto da ammirare a soggetto misterioso.

In una sala della mostra è proiettato il film, prodotto dall’Istituto Luce, Bellissima (2004) di Giovanna Gagliardi che attraverso documenti storici dell'Archivio Luce, spezzoni di film, canzoni popolari e interviste racconta per immagini il cammino delle donne nel ventesimo secolo.

L’ultima sezione della mostra, dedicata alle dinamiche e le relazioni tra gli sviluppi dell’arte contemporanea, l’emancipazione femminile e le lotte femministe, presenta materiale documentario proveniente da ARCHIVIA – Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne - e testimonianze di performance e film d’artista di alcune protagoniste di quella stagione fondamentale provenienti da collezioni private, importanti Musei e istituzioni pubbliche (Museo di Roma in Trastevere; Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale; Galleria Civica d'Arte Moderna Torino; MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna; MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto - Archivio Tullia Denza).

Per tutta la durata della mostra il percorso è arricchito da nuove opere presentate al pubblico con incontri inseriti nel ciclo L’opera del mese secondo un calendario in corso di programmazione da marzo.
Organizzate anche, fra aprile e ottobre 2019, una serie di iniziative culturali nel segno dell’interdisciplinarietà – incontri, letture, performances, presentazioni, proiezioni, serate musicali e a tema – sulle tematiche affrontate dalla mostra.

Cinque omaggi a importanti artiste contemporanee - Marina Abramović, Carla Accardi, Mirella Bentivoglio, Maria Lai e Titina Maselli – si aggiungono alle tante opere già esposte nella mostra. Le cinque nuove opere sono un'occasione, unica nel suo genere, per riflettere su alcune delle più eccezionali protagoniste dell'arte "al femminile" del Novecento e sulle differenti modalità di intendere il proprio impegno nell'ambito artistico e pubblico.

A partire dall’opera di Maria Lai Misurare l’infinito (1987), in mostra fino al 5 maggio 2019, in cui i segni-disegni dell’artista si fondono perfettamente con i percorsi di fili, corde e telaio, nella creazione di vere e proprie geografie dell’anima e dell’intelletto.

Si prosegue, dal 7 maggio al 16 giugno 2019, con due grandi opere di Titina Maselli che “aprono e chiudono”, come la stessa artista affermava, il secondo Novecento: “Calciatori“ (1966) e “Ciclista” (1995). Ad accrescere la portata documentativa di questo ”omaggio” è stata trasmessa un’intervista del 1969 alla stessa artista, per la regia di Massimo Mida, grazie alla collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. Esposta anche altra documentazione d’archivio proveniente dalla Fondazione Toti Scialoja.
 
Per quanto riguarda Marina Abramović, dal 18 giugno al 21 luglio 2019, grazie alla collaborazione con l’Istituzione Bologna Musei - MAMBO Museo Arte Moderna Bologna, é stato trasmesso il video originale della performance dell’artista insieme a Ulay, Imponderabilia, realizzata il 2 giugno 1977 presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna, nell’ambito della Settimana Internazionale della Performance. A scandire il tempo della performance la trascrizione filmica delle stesse parole dell’Abramović a ricordo e commento dell’evento.

Carla Accardi è stata presente in mostra dal 23 luglio al 1 settembre 2019 con una serie di opere dei decenni Settanta e Novanta, fra i quali alcuni bozzetti originali inediti e/o da molto tempo non esposti. Come il “Bozzetto per scultura” (1971-’72) per la Scuola elementare Livio Tempesta di Roma e il “Bozzetto” (1971-’72) per la Scuola media all’epoca dedicata a Luigi Fantappié, sempre di Roma. Esposta anche documentazione originale, proveniente da ARCHIVIA Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne di Roma che bene approfondisce l’impegno e l’attività politica e culturale dell’artista.

Dal 3 settembre al 13 ottobre 2019 Mirella Bentivoglio è stata presente con l’opera “Lapide a Hravat” (1995-’98), un’installazione di grande impatto visivo ricomposta e riallestita dopo molti decenni appositamente per tale occasione.

Dal 15 ottobre alla fine della mostra FUORI SERIE-Elisa Montessori sezione espositiva dedicata all’opera di Elisa Montessori (Genova 1931), artista che opera fin dagli anni Cinquanta e ancora in piena attività creativa.

Attraverso il suo sito e i social network, la GAM ha lanciato anche il contest #donneGAM tramite il quale il pubblico è stato invitato a postare fotografie di donne protagoniste della propria storia familiare. Immagini di nonne, madri, sorelle, compagne, ritratte al lavoro, a scuola, in casa o in altri luoghi di vita, di attività e di impegno per documentare le tante storie di donne di ieri e di oggi. Tutte le fotografie sono  trasmesse in mostra, tramite un monitor, in un'area appositamente allestita.

Informazioni

Luogo
Galleria d'Arte Moderna
Orario

Dal 24 gennaio al 10 novembre 2019
da martedì a domenica ore 10.00 - 18.30
L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura

N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi

Biglietto d'ingresso

Intero: € 7,50 - ridotto: € 6,50

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) :
intero: € 6,50 - ridotto: € 5,50
Ingresso gratuito per i residenti a Roma e nell'area della Città Metropolitana nella prima domenica di ogni mese

Gratuità e riduzioni
La MIC card è acquistabile nei musei e online all’indirizzo miccard.museiincomuneroma.it
Convenzioni

Informazioni

Tel 060608 (tutti i giorni 9.00 - 19.00)

Tipo
Mostra|Arte Moderna
Altre informazioni

A cura di
Federica Pirani, Gloria Raimondi, Arianna Angelelli e Daniela Vasta

Promossa da
Assessorato alla Crescita culturale di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

In collaborazione con
Cineteca di Bologna; Istituto Luce-Cinecittà

Organizzazione
Zètema Progetto Cultura

Media Partner
Il Messaggero

Giorni di chiusura
Lun

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