L'Opera del mese - marzo 2021

Marzo 2021: Augusto Bompiani (Roma 1852 - 1930) Le donne e le armi, 1915-1918 - Olio su tela, cm 54x72 Inv. AM 149

 

Augusto Bompiani Le donne e le armi, 1915-1918 (Roma 1852 - 1930) - Olio su tela, cm 54x72 Inv. AM 149 (particolare)

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, i posti di lavoro di molti contadini e operai chiamati al fronte vennero ricoperti dalle donne. Per la prima volta nella storia nazionale le donne contribuirono direttamente e massicciamente all'economia del Paese, sostituendo mariti e figli nelle fabbriche metallurgiche e meccaniche, e passando rapidamente da "angeli del focolare domestico" a componenti attive del sistema produttivo. Questa emancipazione, resa urgente dal contesto storico, svelò quanto fosse fittizia la tradizionale divisione dei ruoli e, benché temporanea, avrebbe costituito una fondamentale premessa per le conquiste femminili del secondo Novecento.

In questa scena Bompiani ritrae le operaie al lavoro all'interno di una fabbrica di armi; il taglio diagonale della composizione ci introduce in modo diretto all'interno dello spazio pittorico, in cui le lavoratrici e i macchinari sono descritti attraverso pennellate veloci e corpose. Sapienti tocchi di arancio, giallo e blu aggiungono accenti dinamici all'interno di una tavolozza prevalentemente intessuta di tinte scure e brumose.

Augusto Bompiani, figlio del pittore e scultore Roberto, è artista di solida formazione accademica; abile interprete del paesaggio e della scena di genere, è membro dell’Associazione Romana degli Acquerellisti e della Società di Amatori e Cultori di Belle Arti. La sua produzione è nel complesso piuttosto tradizionale; tuttavia in questo caso l’artista ha saputo declinare la scena di genere a partire dall'esigenza di raccontare l'attualità, con efficace tono cronachistico e documentario.

 

EDIZIONI PRECEDENTI

Vittorio Grassi - I civettari
Guglielmo Sansoni (Tato) - Sensazione di volo
Renato Guttuso - Tetti di Roma
Alberto Savinio (Andrea de Chirico) - Autunno, 1934
Gerardo Dottori, La Natività