Identità inquieta

Se la pubblicazione nel 1900 de L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud, rivelando nuovi campi di esplorazione sulle immagini e sulle pulsioni che abitano la psiche di cui la donna e il desiderio sessuale ne sono l’epicentro, ha modificato completamente la percezione della famiglia e del rapporto tra i sessi, la massiccia immissione delle donne nel mondo del lavoro, causata dalla Prima Guerra Mondiale, ha comportato una trasformazione strutturale irreversibile nel tessuto sociale e culturale del paese.

Pur senza allontanarsi dal perimetro formale dell’arte figurativa e di una composta normalità, le opere esposte in questa sala sono attraversate da un sentimento di crisi e di inquietudine che riflette, anche nell’universo artistico, l’incertezza interpretativa di ruoli fino allora codificati. Le dinamiche del rapporto amoroso, così come la rappresentazione dell’intimità femminile diventano terreni sdrucciolevoli non più ancorati a significati certi.

Identità inquieta

L’opera di Casorati, Susanna, rievoca la storia narrata nell’Antico Testamento: nel racconto la bellissima protagonista si bagna nel giardino della sua casa ma viene spiata da due anziani che le intimano di concedersi minacciando, altrimenti, di denunciarla come adultera. Nel dipinto la donna nuda è seduta su una sedia, il suo corpo formoso è in piena luce, il volto reclinato è impassibile, mentre un uomo vestito di grigio, alle sue spalle, la osserva immobile. L’iconografia consolidata della rappresentazione del desiderio maschile e della virtù femminile diviene nel dipinto di Casorati espressione dell’incomunicabilità e del silenzio.

Silenziose sono anche le raffigurazioni di interni dove donne sole, in meditazione, per lo più assorte, occupano uno spazio interiore, un rifugio nascosto o in penombra. Spesso le donne sono ritratte mentre leggono, quasi che la lettura possa rappresentare una maggior consapevolezza di sé e dei propri sentimenti, l’espressione di una vita intellettuale vissuta in solitudine. Anche il topos dello specchio, per secoli espressione della vanità femminile e da sempre accompagnato alla nudità, non è più uno strumento attraverso il quale trasformare la donna in connivente del suo essere osservata ma diviene espressione di una ricerca identitaria. Ci si guarda per capire il proprio essere femminile, la propria identità, oltre l’apparenza e lo schermo corporeo.
Nei ritratti di gruppo femminili, i volti si scompongono e ricompongono nel confronto tra l’uno e l’altro, facendo affiorare diversità e somiglianze – Le sorelle di Breviglieri, Composizione di Ferrazzi. Perfino il tema della donna alla finestra, con il suo portato simbolico di confine tra due mondi – il mondo esterno e il segreto paesaggio interiore protetto dalle mura domestiche – sembra perdere il suo significato originario. Se in precedenza solo le prostitute potevano atteggiarsi senza impedimenti per essere ammirate ora è la donna stessa che si affaccia liberamente alla vita sociale. Anche le gambe accavallate, postura considerata poco appropriata per la donna “per bene” secondo un consolidato galateo gestuale, diviene il segnale di una maggiore libertà nei comportamenti.

Il percorso di liberazione da un destino segnato dall’ “obbligo” biologico della maternità e da una penalizzante divisione dei ruoli passa attraverso la consapevolezza che “Donna non si nasce, lo si diventa” – come scrisse Simone de Beauvoir. Ed anche per questo molte delle opere più recenti di donne artiste riflettono sull’analisi e ricomposizione di un corpo disgiunto, diviso, a volte ostile, ma vivo nella sua complessità, soggetto attivo e non più oggetto della rappresentazione maschile.
(T. Binga, Bacio indelebile; P. Gandolfi, Ambra Jovinelli)

Paola Gandolfi, Ambra Jovinelli, 2000, olio su tela, legno
Peinture

Paola Gandolfi

2000
Baccio Maria Bacci, Vecchie carte, 1953, olio su compensato
Peinture

Baccio Maria Bacci

1953
Vincenzo Irolli, L’attesa, 1915-1925, olio su tela
Peinture

Vincenzo Irolli

1915-1925
Ferruccio Ferrazzi, Frammento di composizione, 1920-1921, olio su tela
Peinture

Ferruccio Ferrazzi

1920-1921
Felice Casorati, Susanna, 1929, olio su tela
Peinture

Felice Casorati

1929
Cesare Breveglieri, Le sorelle, 1929-1930, olio su tela
Peinture

Cesare Breveglieri

1929-1930
Contardo Barbieri, Mattino, 1930, olio su tela
Peinture

Contardo Barbieri

1930
Contardo Barbieri, Ragazza alla finestra, 1935, olio su tela
Peinture

Contardo Barbieri

1935
Luigi Di Sarro, Senza titolo, 1975, gelatina bromuro d’argento
Sculpture

Luigi Di Sarro

1975
Mario Mafai, Donne che si spogliano, 1934, olio su tavola
Peinture

Mario Mafai

1934