Il corpo nudo

La raffigurazione del corpo umano che, per implicazioni filosofiche, sociali, identitarie, è stata oggetto di molteplici variazioni, ha trovato spazio in ogni epoca e in ogni ambito figurativo con forme in grado di conciliare l’espressività dell’artista con la sensibilità e il gusto del tempo.

Se alla fine dell’Ottocento i seguaci della tradizione e i partigiani della modernità propugnavano visioni contrastanti - da un lato la perfezione fisica e dall’altro il realismo anatomico con il tentativo, rafforzato dall’invenzione della fotografia, di considerare il corpo in modo più naturalistico -, nel Novecento si diffuse un’acuta sensibilità per la complessa e polimorfa realtà del corpo che, lontano dall’essere considerato un’entità immota nella sua fissità, iniziò ad essere offerto dagli artisti come un gioco di forze molteplici.

Il corpo nudo

Il corpo nudo femminile, in particolare, acquista con il tempo un’essenzialità sempre più marcata, capace di trasmettere attraverso il linguaggio figurativo i moti sottili dell’anima divenendo, nel secolo scorso, oggetto di indagine: la donna rappresentata nella sua più intima nudità, nella sua grazia e nella sua bellezza, incarna come nessun altro soggetto la poetica degli artisti presenti in questa sezione.

Nelle opere esposte le figure femminili sono una presenza che va ben al di là di un normale interesse di pittori e scultori per questo tema classico. Al contrario, attraverso un’indagine appassionata ed interrotta, vi è il tentativo di cogliere nella rappresentazione della donna, in tutte le possibili variazioni coerenti con la propria estetica, il senso profondo dell’esistenza e, in termini più specifici, di elaborare la formulazione più autentica, secondo la propria sensibilità, del rapporto fra arte e realtà umana. La donna, tra forma e vita, nella sua dimensione più intima, come presenza nuda, indifesa, inerme, fragile, come immagine di grazia e bellezza, diventa l’incarnazione dell’essenza poetica dell’artista, la figura emblematica della sua estetica.

Dalla visione più realistica a quella impregnata di suggestivi psicologismi e valenze allegoriche; dalla figura della donna spogliata di ogni connotazione quotidiana e messa in posa nella sua nuda identità; da oggetto, più che soggetto, fino al trionfo della nudità come purezza e armonia, il corpo nudo femminile sembra porsi la questione fondamentale del senso dell’esistenza e, al tempo stesso, dichiara la sua paziente disponibilità come oggetto di pittura e scultura fino ad arrivare, nell’arte più contemporanea, a mostrarsi come mezzo di riscatto, segno dell’emancipazione, capace di raggiungere una nuova vitalità espressiva, un corpo reduce di un’unità perduta, parziale e incompleto, che racchiude ed esprime pulsioni, desideri e fragilità.

Attilio Selva, Figura femminile (Cariatide), 1914, gesso
Sculpture

Attilio Selva

1914
Adolfo De Carolis, Nudo di donna, 1903-1914, olio su tela
Peinture

Adolfo De Carolis

1903-1914
Alfonso Mazzucchelli, Sulla spiaggia (Nudo di donna), 1914, marmo
Sculpture

Alfonso Mazzucchelli

1914
Felice Carena, Serenità, 1925, olio su tela
Peinture

Felice Carena

1925
Marino Marini, Frammento, 1930-1931, terracotta
Sculpture

Marino Marini

1930-1931
Raffaele Costi, Due nudi di donna, 1945-1960, olio su tela
Peinture

Raffaele Costi

1945-1960
Arturo Dazzi, Nudo di donna, 1926, tecnica mista su cartoncino

Arturo Dazzi

1926
Mario Ceroli, Goldfinger/Miss, 1964, legno dorato

Mario Ceroli

1964
Nicola D’Antino, Nudo di donna, 1909, bronzo
Sculpture

Nicola D’Antino

1909