Esordi - 1° sala al I piano

La frequentazione di Trombadori della Terza Saletta del Caffè Aragno è testimoniata nel suo Archivio dal foglio “La canzone della Terza Saletta” (1912), il cui frontespizio è opera di Oppo, e da un articolo della rivista “Urbis et Orbis” (1914), nel quale compare in una fotografia insieme a un gruppo di amici, alcuni dei quali lo saranno per tutta la vita: Roberto Cantalupo, Ermanno Amicucci, Carlo Scarfoglio, Cesare Bazzani, Giuseppe Rosati, Adone Nosari, Nicola Pancrazio e Vittorio Mariani.

Dall’entourage della Terza Saletta nascono le collaborazioni che portano Trombadori ad esercitare per un breve periodo l’attività, poco nota, di illustratore: con il nome d’arte di Franz Trombatore d’Ortigia in “Piccolo Mondo Dannunziano” di Ermanno Amicucci (1914) già come Trombadori nel libro di novelle “L’uomo e la donna” di Henry Barbusse (1921) e nella rivista “l’Illustrazione di Roma”, per la quale fornisce nel 1919 alcuni disegni che mostrano riflessioni sullo stile moderno diffuso tra il 1896 e il 1940 dalla rivista “Jugend” di Monaco, segnatamente in alcuni numeri gelosamente conservati in Archivio.

Tra i tavoli della Terza Saletta, verso il 1913, hanno inizio anche le frequentazioni di Trombadori con il pittore Enrico della Leonessa, in arte Lionne (1875 – 1921), del quale segue per qualche tempo la maniera, e dei fratelli Anton Giulio e Arturo Bragaglia, come testimoniano alcune fotodinamiche databili al 1914 nelle quali è ritratto.
Una copia de “L’Oratorio d’amore” di Diego Angeli nella Biblioteca di Trombadori, contenente anche alcune liriche autografe del giovane pittore, getta luce sulla sua prima formazione, avvenuta nell’ambiente del “Convito”, la rivista d’arte e letteratura fondata da Adolfo De Bosis con Gabriele d’Annunzio e Angelo Conti, pubblicata a Roma dal 1896 al 1907, della quale Angeli era caporedattore e Giuseppe Cellini uno dei principali illustratori.
“Il Convito” – che raccoglieva l’eredità di “In Arte Libertas”, il cui motto era stato coniato nel 1887 sempre da Cellini - prospetta la traccia di un ideale percorso che, nel primo decennio del Novecento, impone al giovane siracusano di seguire le orme calcate più di venti anni prima da Nino Costa e da Giuseppe Cellini, facendone una sorta di “predestinato” a vivere negli studi della Villa Strohl-Fern e nel grande parco tardo simbolista che li circonda.

L’influsso della pittura purista di Giuseppe Cellini, momentaneamente sopito durante la ricerca condotta nei quadri divisionisti, troverà soluzione nelle opere degli anni Venti quando, con i compagni d’Accademia Cipriano Efisio Oppo e Virgilio Guidi, insieme a Carlo Socrate, tutti operanti a Villa Strohl-Fern, in seguito all’impulso offerto da “Valori Plastici” di Mario Broglio, daranno vita alla Prima Scuola Romana.

Dipinto

Francesco Trombadori

1918
Dipinto

Francesco Trombadori

1920
Dipinto

Francesco Trombadori

1932