Galleria d'Arte Moderna

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Percorsi per sale

Primo Piano, sala 1

ARTURO MARTINI

“Ho sentito la materia mettersi nel soggetto come un personaggio dominante, come in certi drammi dove l’oppressione d’una fatalità gravita su tutti i personaggi e sulle cose tanto che tutto prende un colore solo, che io chiamo il colore della vita sospesa in ansia. Così, in questi giorni, ho visto la creta obbligare i personaggi a seguirla nella sua purezza e fatalità immutabile”. (1921)

“La mano che agisce mi disturba la creazione e penso di creare nella perfetta oscurità come un cieco perché io sono convinto che la scultura sia l’arte dei ciechi come la musica l’arte dei sordi. Non bisogna né vedere né sentire perché la nostra più grande creazione è nel nostro spirito oscuro e informe […]”. (1926)

 “La suprema prova per uno scultore è stata sempre una statua e non un gruppo, che ha risorse infinite, e mai di ordine puro”. (1942)

 “Noi scultori, abbiamo un tale senso tattile, che la creta è il nostro disegno. Noi pensiamo con la creta, con la prensilità, colle rotondità, non con un piano. Con la creta si pensa. E’ un fatto amoroso di tutto il nostro mondo […].Ho fatto un nudo, una sfogliata di creta, che usavo come volevo nel fissare i movimenti […]. Non pensate mai che questo sia un nudo, se no questo vi preoccupa e vi taglia tutte le possibilità poetiche. Immaginate invece che questa forma che v’imprigiona sia un vostro viaggio, dove incontrate cascate, pianure, cielo, acqua. Così troverete per la prima volta l’indipendenza dalla riproduzione e quindi estrema varietà di espressione”. (1944-1945)

MARIO SIRONI

“Bisogna andare avanti ad ogni costo, portando avanti tutti i valori plastici conquistati, e conquistandone dei nuovi con un’ampia e forte visione sintetica […]”. (1920)

“La sublimità, lo stilismo irrigidito e secessionistico cedono ora il passo alla naturalezza, alla plasticità pittorica, non disgiunta da un lirismo naturale e poetico della scena. E’ la nuova arte italiana”. (1928)

“L’arte non ha bisogno di riuscire simpatica, comprensibile, ma esige grandezza, altezza di principi”. (1936)

“Ritorno alla monumentalità del concepire, alla solennità delle impostazioni, alla trascendenza dei piani. Il piano, ecco la base della pittura e dell’arte tutta; la linea verticale saliente verso l’alto è l’espressione plastica di una ascensione spirituale, di una meditata elevazione e potenza”. (1937)

“Mi è stato rimproverato di non occuparmi di campi coltivati, pittoresco da giardino, da valle, da collina, casette sul mare e simili stupidaggini ma di vedere soltanto rocce deserte, altitudini desolate dove l’uomo si misura con la vastità dello spirito”. (1944-1945)

Scultura
Arturo Martini, 1930
Scultura
Arturo Martini, 1933
Dipinto
Mario Sironi, 1927
Dipinto
Mario Sironi, 1924
Dipinto
Mario Sironi, 1944

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